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Sgarbo diplomatico per Boris Johnson. Uk sempre più italiana

Tutti i tabloid britannici si stanno scatenando su quello che è l’ultimo colpo di scena di Boris Johnson.

O quello che più correttamente potrebbe essere uno sgarbo diplomatico al primo ministro del Regno Unito. Boris Johnson sarebbe stato indotto a rinunciare ad una conferenza stampa insieme al collega Xavier Bettel, premier del Lussemburgo.

Motivo della defezione? La presenza di una piccola folla ostile lasciata deliberatamente nelle vicinanze dall’organizzazione locale. La folla era costituita da un gruppo di manifestanti anti-Brexit che scandiva con megafono slogan contro il premier britannico.

Secondo i media britannici, l’atteggiamento di Xavier Bettel sarebbe stato una clamorosa violazione delle regole del protocollo. Soprattutto perché dopo il forfait di Johnson ha tenuto la conferenza stampa prendendo di mira l’ospite ormai assente. Il tempo corre, usalo in modo saggio, ha affermato Xavier Bettel rivolgendosi al collega britannico Boris Johnson che non si è presentato alla conferenza stampa congiunta.

Secondo alcuni rumors, Downing Street avrebbe chiesto al protocollo del Granducato di spostare la conferenza stampa all’interno del Ministero, sede del colloquio fra Johnson e Bettel in modo da garantirne la quiete ed evitare i manifestanti. Il governo lussemburghese avrebbe rifiutato per ragioni tecniche.

La trappola di Boris Johnson

Una trappola, secondo la delegazione di Londra, così da poter avere a distanza ravvicinata i manifestanti anti-Brexit, pronti a contestare Johnson, e ad applaudire, invece, Bettel.
Al riparo da proteste e polemiche il premier britannico, dal Lussemburgo, ha comunque risposto ad alcune domande: non voglio prendere in giro nessuno, è un dossier molto delicato da gestire attentamente, penso ci siano buone possibilità per un accordo e lo si può intravedere, ma richiede qualche spostamento.

Questo incidente diplomatico accaduto a Boris Johnson, va a braccetto con una teoria pubblicata sulle colonne del Financial Times da Wolfgang Münchau. Secondo l’editorialista il governo giallorosso italiano starebbe facendo scuola in Europa. Soprattutto in Gran Bretagna, dove la politica starebbe diventando parodia di se stessa, al solo scopo di fermare la Brexit.

La similitudine con il nostro paese, la si vedrebbe con l’alleanza strategica Pd-M5S per contrastare Matteo Salvini. Una decisione che potrebbe essere vista come una lezione di tattica politica per gli Inglesi. Salvini e Johnson avrebbero almeno una cosa in comune: hanno sopravvalutato la loro capacità di forzare il ritorno al voto.

La domanda che si pone Münchau è se in Gran Bretagna possa mai accadere qualcosa di simile a quanto accaduto in Italia. Se Johnson si dovesse dimettere da primo ministro per evitare di scrivere all’Ue una lettera in cui chiede un’altra proroga per la Brexit, potrebbe nascere anche a Londra un governo di unità nazionale, supportato da Labour, Lib Dems, gli scozzesi dello Snp e altri indipendenti.

Tutti soggetti che non hanno nulla da guadagnare andando al voto. Proprio come è accaduto in Italia con Pd e 5S.
Ricordiamo poi che La Camera dei Lords ha adottato lo scorso 6 settembre la legge che obbliga Johnson a chiedere un’estensione dei termini previsti dall’articolo 50 del Trattato europeo, facendo evaporare la sua pervicacia su Brexit a tutti i costi anche a costo di un no deal.

Di Pierpaolo Molinengo

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